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FEBBRE DEL NILO: Nessun pericolo per il sistema trasfusionale, l'unico vero "rischio" sono gli allarmismi inutili

lunedì 13 agosto 2018

FEBBRE DEL NILO: NESSUN PERICOLO PER IL SISTEMA TRASFUSIONALE, L'UNICO VERO "RISCHIO" SONO GLI ALLARMISMI INUTILI

In riferimento alla notizia della diffusione del Virus della Febbre del Nilo (West Nile Virus) e del ritrovamento di due sacche di sangue “contaminate” dallo stesso virus, la FIDAS ADSP Onlus (Associazione Donazioni Sangue Piemonte) ritiene doveroso informare che già dall’inizio dell’estate la Regione Piemonte ha disposto il Test del West Nile Virus proprio con l’obiettivo di rafforzare e garantire un maggiore livello di sicurezza del sistema trasfusionale.

Infatti, è proprio grazie ai controlli aggiuntivi che è stato possibile riscontrare la presenza del virus all’interno delle due sacche di sangue ed impedirne la trasfusione. 

Un episodio, quello avvenuto nei giorni scorsi, che dimostra chiaramente l’efficacia dei sistemi di controllo non solo nei confronti non solo del ricevente ma anche del donatore stesso che con la donazione di sangue può monitorare periodicamente il proprio stato di salute.

“La sicurezza del sistema trasfusionale inizia prima di tutto dai donatori stessi” – ha commentato il Direttore Tecnico FIDAS ADSP, Dott. Roberto Albiani - “la compilazione del questionario informativo sullo stato di salute ed il colloquio con il medico rappresentano due momenti chiave nei quali la trasparenza è fondamentale. Omettere delle informazioni o raccontare il falso non solo è reato ma potrebbe costituire un grave pericolo per il paziente che necessita di sangue. Dire sempre la verità ma soprattutto rivolgersi al personale sanitario in caso di dubbi.”

Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente della FIDAS ADSP Onlus Giovanni Borsetti che ha commentato così la notizia: “Purtroppo dispiace constatare come ancora una volta la donazione di sangue trovi spazio sui giornali esclusivamente per ragioni di cronaca e non di informazione sull’importanza e sul valore di un gesto all’apparenza semplicissimo ma di grande altruismo e solidarietà. Notizie di questo genere non fanno ben al mondo della donazione di sangue soprattutto in periodi critici come quello estivo. Quello che dovrebbe preoccupare maggiormente e trovare maggiore risalto nei mezzi d’informazione non è la sicurezza del sistema trasfusionale piemontese quanto il tema del ricambio generazionale. Una questione ancora poco considerata ma che in futuro potrebbe rivelarsi un grave problema per il nostro Paese soprattutto in termini di autosufficienza. Abbiamo bisogno di avvicinare nuovi donatori e non farli scappare.”